BRUXELLES, 27 agosto 2026 — La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha presentato oggi il piano più ambizioso nella storia dell'Unione per accelerare la transizione energetica, stanziando 800 miliardi di euro da distribuire tra i 27 stati membri entro il 2035. Il piano, denominato "EnergyForward 2035", prevede una riduzione delle emissioni di CO2 del 65% rispetto ai livelli del 1990.
Nel corso della conferenza stampa tenutasi nella sede della Commissione in Rue de la Loi, von der Leyen ha dichiarato: "Questo non è solo un piano energetico. È un piano per la sovranità europea, per la nostra indipendenza e per il futuro dei nostri figli." La presidente ha sottolineato come il pacchetto rappresenti una risposta diretta alle sfide poste dalla crisi climatica e dalla volatilità dei mercati energetici globali.
"L'Europa ha dimostrato di saper affrontare le crisi con unità e determinazione. EnergyForward 2035 è la nostra risposta alle sfide del XXI secolo."— Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea
I pilastri del piano
Il piano si articola in tre assi principali. Il primo riguarda l'accelerazione delle energie rinnovabili, con un obiettivo del 55% del mix energetico entro il 2030 e del 75% entro il 2035. Il secondo asse riguarda l'efficienza energetica degli edifici, con un programma di ristrutturazione che coinvolgerà oltre 35 milioni di immobili in tutta l'Unione. Il terzo asse è dedicato allo sviluppo delle reti di distribuzione e stoccaggio dell'energia.
La Commissione ha già ottenuto il sostegno di 19 stati membri, mentre Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca hanno espresso riserve sulla tempistica e sul meccanismo di finanziamento. Il commissario per l'Energia, Kadri Simson, ha assicurato che le preoccupazioni dei paesi più dipendenti dal carbone saranno affrontate con specifici fondi di transizione.
La reazione del Parlamento Europeo
La presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ha accolto favorevolmente il piano, definendolo "un passo storico nella giusta direzione". I capigruppo dei principali partiti hanno annunciato che il piano sarà al centro del dibattito nella sessione plenaria di settembre a Strasburgo. I Verdi hanno chiesto obiettivi ancora più ambiziosi, mentre il Partito Popolare Europeo ha insistito sulla necessità di garantire la competitività industriale dell'UE.